La scelta di Trainspotting

A parer di tutti esiste un problema generale e notevole che è quello della droga. Problema che viene esaminato da molti e a cui si cerca di dare una risposta, o meglio si cerca di entrare nella mente del tossicodipendente per capirne i suoi trascorsi, e da qui rinvenire le cause della sua dipendenza, così da poter imporre un monito a chi volesse iniziarsi a questa spiacevole avventura.

La letteratura e la cinematografia su questo tema si sono dilungate molto, proponendo versioni a volte realistiche di quello che è un problema serio, a volte invece hanno dato un tocco romanzevole a questo problema, tagliandone fuori il lato realistico ed effettivo. Riguardo a questo tema non ci sono troppe verità, né tanto meno soluzioni difficili, che per inciso non vengono date né da fasulle campagne pubblicitarie, né tanto meno da miti cinematografici, che per quanto consiglieri possono essere, tuttavia non sono la risposta necessaria. Gli stupefacenti che creano danni fisici a chi ne fa uso e danni sociali all’ambiente in cui entrano, sono legati alla dipendenza; questa a sua volta è legata al piacere, ovvero al primo contatto felice che si ha con un determinato oggetto. Per cui gli stupefacenti, così come ogni altra droga (usando questo termine il più largamente possibile) forniscono piacere e la dipendenza nasce come effetto, tutto il resto è trascurato; ovviamente i dolori fisici, le ricadute psicologiche, il dato che lo spaccio di piccole dimensioni o peggio il commercio di ampia portata favorisca soggetti non proprio legittimi, sono elementi di cui francamente si fregano i futuri tossici. Allo stesso tempo non potremo mai dire a chi piace il caffè, la sigaretta o l’alcool che tutto questo gli fa male, perché il piacere che prova ogni volta che li gusta, supera di gran lunga tutti gli effetti negativi che potrebbero verificarsi. Ora, avendo presentato questo semplice dato, che è il motivo più banale che spiega le tossicodipendenze, c’è né uno di origine sociologica, che è la scusa inattendibile che molti forniscono ancor prima di entrare a contatto con le droghe: non c’è altro di meglio da fare, per cui addosso le colpe della mia scelta a ordini più grandi di me come la società, quindi scelgo la droga.

Quest’ultima espressione si rifà ad un film noto a molti che si interessò a questo problema, che da una parte fu molto realistico ad affrontarlo, dall’altra enfatizzò problematiche serie, riducendo la tossicodipendenza al suo lato formale più bello ed edonistico: tale film è Trainspotting. Questo film è entrato molto facilmente nella cultura collettiva, soprattutto quella giovanile, ed è indubbio che il film, così come il libro da cui è tratto, forniscano versioni verosimili di quello che è realmente una tossicodipendenza. Tuttavia, questo come molti altri prodotti artistici moderni, è un esempio calzante di quella che è la causa originaria del perché un qualcuno si avvicini alla droga: la noia. Per lo stesso motivo ci si avvicina a cose che non sono proprio droghe, come quelle che ho citato prima, cioè il caffè, le sigarette e l’alcool, ma il discorso vale ugualmente. Non si può eliminare il lato edonistico della droga, perché è un dato di fatto; né impedire a qualcuno di far uso di ciò che vuole, e cosa ancora più ipocrita è condannare l’uso di queste, perché senza dubbio ognuno trova piacere in quello che vuole e se ha scelto la droga, così sia. Il punto da esaminare è un altro: la gran parte di coloro che entrano nel mondo delle droghe, e nei casi di oppiacei e cocaina, cioè quelle più usate, entrano nel mondo della tossicodipendenza e lo fanno per noia, perché appunto non sono stimolati da nulla, e la società o il sistema diventano il primo alibi che trovano.

Mark Renton, il personaggio protagonista del film, nelle scene iniziali afferma di aver scelto l’eroina invece della normale vita da buon cittadino. Pur assodato che la società non fornisca ottimi stimoli, tuttavia non c’è motivo per cui si debba forzatamente scegliere la via della droga, perché personalmente se dovessi scegliere o la droga o la vita, non sceglierei di vivere né dipendente da uno stupefacente, ma neanche di vivere secondo le regole della società, come spiega il protagonista del film; quindi scegliendo il televisore, la lavatrice, la famiglia, il lavoro, etc.. Risponderei che scelgo ciò che mi piace, e molto spesso ciò che mi piace non mi appare istantaneamente davanti agli occhi, come accade realmente per la droga, che circola facilmente davanti agli occhi chiusi di chi poi la condanna, ma è qualcosa che devo andare a cercare, e la cosa mi provoca piacere nel solo pensarlo perché ci sono mille possibilità di provare piacere e interessi. Il vivere seguendo o una vita o l’altra non è obbligatorio, come invece viene accolto da chi fa uso di droghe e poi ne diventa dipendente, perché questi rispondono prontamente all’appello del piacere veloce e immediato, e se scelgono di entrare nella dipendenza è appunto perché essi lo scelgono, non perché la società (che pur malata è) costringe a farlo, quando invece potrebbero scegliere mille strade che non soddisfano immediatamente, ma che a lungo andare potrebbero farlo.

Non ci sono troppe cause alla base di questo fenomeno, se non che chi ne fa parte diventa colpevole e giudice di sé stesso, quando invece potrebbe superare i modelli prestabiliti della società, tra cui oggigiorno è possibile annoverare ormai anche quello del tossicodipendente. Da qui la noia di questo stato di cose e da qui questa scelta e questo circolo vizioso che può essere rotto nel momento in cui scelgo cosa mi piace e non cosa la società mi offre, o cosa la controparte antagonista fa, con contenuti diversi, ma nella stessa maniera conformista e apatica.

GianMarco Scrivano

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: