Terza Repubblica: Ordine dal Caos

Inizia la “Terza Repubblica”. Abbiamo il “governo del cambiamento”. Appianata la crisi istituzionale grazie alla Politica. Nessun impeachment e nessun conflitto tra poteri dello Stato. Nasce il Governo Conte, il 65° governo della Repubblica Italiana.

Per la festa della Repubblica, come avrete notato, i nostri rappresentanti hanno voluto farci un regalo… a distanza di 3 mesi dalle elezioni del 4 marzo…

Habemus Governum!

Ci eravamo lasciati giovedì 28 maggio con il Caos più totale: il professor Giuseppe Conte aveva rimesso il suo primo incarico a causa del veto di Mattarella sul professor Paolo Savona alla guida del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Carlo Cottarelli, ex dirigente FMI, aveva accettato l’incarico di formare il “governo neutrale” voluto da Mattarella per risolvere la crisi e portare il Paese a nuove elezioni. La lista dei ministri era pronta. Ad un certo punto ci ritrovavamo non con uno ma con ben 3 potenziali governi: quello in carica fino al 1° giugno di Paolo Gentiloni, quello “ombra” ossia quello non accettato dal Capo dello Stato e la cui squadra era stata pubblicata da Luigi Di Maio tramite i social e quello che avrebbe composto il professor Cottarelli.

Dopo un paio di giorni di attesa e di diffidenza reciproca, in cui i partiti evocano le urne in piena estate e i rispettivi gruppi parlamentari cominciano a far sentire i propri risentimenti, ripartono segretamente le trattative tra il Movimento 5 Stelle e la Lega. Ed ecco che arriva la svolta.

È il 30 maggio e a Roma splende il sole. Il capo del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio si dirige nel primo pomeriggio al Colle per un colloquio informale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al Quirinale l’aria è tesa dopo le dichiarazioni dello stesso Di Maio sulla proposta d’impeachment verso il Capo dello Stato. Ma è proprio qui la svolta: non avendo ricevuto segnali positivi dalla Lega, Di Maio non avrebbe i numeri per mettere in stato d’accusa il Presidente. Dietrofront! Il leader pentastellato riscopre la vera Politica, quella del compromesso e degli accordi per un bene superiore. Oltre (sicuramente) ad essersi scusato sulle precoci ed evitabili dichiarazioni contro il Presidente Mattarella, decide di trattare per far partire il “governo del cambiamento” ed evitare nuove elezioni in estate/autunno (e una possibile ondata di speculazione sui nostri titoli di Stato a causa di una “non fiducia” al governo Cottarelli). Di Maio chiede al presidente altre 24 ore per far cambiare idea a Salvini. L’idea è spostare Savona dal Ministero dell’Economia ad un ministero più light e senza portafoglio, gli Affari Europei. Il Colle dice “sì” e aspetta. Cottarelli resta in freezer.

Il 31 maggio ripartono le trattative. Già la sera precedente, l’idea dello spostamento di Savona era ormai pubblica e Salvini non poteva dire di no. La giornata inizia bene. Lo spread comincia ad abbassarsi e i leaders si incontrano per far ripartire il governo “giallo-verde”. Savona viene avvisato e accetta lo spostamento. Si avviano riunioni a porte chiuse tra Salvini e Meloni, Salvini e Di Maio ed infine Salvini, Di Maio e Conte. Il professore foggiano di diritto privato arriva a Roma e viene beccato alla riunione con i due leaders, presso i giardini dei gruppi parlamentari.

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Marco Cremonesi e Alessandra Trocino sul Corriere ci dicono che “Di Maio si porta in tasca alcuni sondaggi, realizzati da Euromedia e Piepoli per «Porta a Porta», che vedono in crescita il Movimento, arrivato rispettivamente a 43 e 41%, contro il 37,6 e 35 del centrodestra. Sono dati che confortano, visto che negli ultimi giorni si era registrato un boom della Lega e un calo M5S. E fanno capire al Movimento che forse si possono usare come arma di trattativa. Di Maio si prepara il discorso: «Matteo, se non ti va bene, se non ci state a fare il governo con noi, siamo pronti ad andare al voto anche subito, a luglio». Con il Pd che già lo dice e i 5 stelle che lo ribadiscono, la prospettiva di essere indicato come l’uomo che per la prima volta nella storia repubblicana ha portato gli italiani al voto in piena estate, non alletta per nulla Matteo Salvini.”

Ecco di nuovo il ruolo dei sondaggi che fa cambiare idea al leader della Lega. Se fossero confermate queste indiscrezioni forniteci dal Corriere, la tesi del mio precedente articolo sarebbe a sua volta confermata.

L’accordo arriva nel tardo pomeriggio, dopo le 18. Matteo Salvini e Luigi Di Maio pubblicano una nota congiunta in cui annunciano il ritrovato accordo per il “governo del cambiamento”. Ora tutti al Quirinale. Alle 19 Cottarelli si reca al Colle per rimettere il mandato. Alle 21 arriva Conte con la lista dei ministri già pronta. Prima delle 22 diviene ufficiale: Mattarella incarica ed accetta la proposta del nuovo governo Conte con relativa lista dei ministri.

Ieri, 1°giugno, i membri del governo (18 ministri tra cui 5 donne) hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato. A Palazzo Chigi vi è poi il passaggio di consegne, con il consueto rito della campanella, tra l’ex premier Paolo Gentiloni ed il professore Giuseppe Conte. Ha inizio ufficialmente il nuovo governo.

Quest’ultimo non avrà, però, vita facile. Esso dovrà da subito affrontare un’agenda ricca di impegni e scadenze. Il primo sarà il G7 dei capi di stato e di governo in calendario l’8 e il 9 giugno in Canada, a Charlevoix. Poi il 28 e il 29 giugno si terrà il Consiglio europeo sulla riforma dell’Eurozona e sui migranti. L’11 e il 12 luglio, Conte dovrà parteciperà, inoltre, al vertice Nato, dove si parlerà dei rapporti con la Russia e con l’Iran.

Ma quali sono le novità che ha portato fin’ora questa “Terza Repubblica”?

Le uniche cose che si notano, fin da subito, di diverso rispetto al passato sono: la comunicazione e il contratto di governo.

La prima è sempre molto più social, più diretta, chiara e partecipativa. Il nuovo governo è stato fatto a suon di dirette Facebook, di “Mi Piace” e di cinguettii su Twitter.

Il secondo non è proprio una novità di questo governo ma è stato presentato e reso come tale grazie alla comunicazione sui social. Il contratto di governo è infatti uno strumento già usato in passato dagli altri partiti e ricavato dall’esperienza di governo tedesca. Quello del Movimento 5 Stelle e della Lega è un contratto di quasi 60 pagine in cui sono esposti in linee generali il programma di governo e le politiche che vogliono perseguire i due partiti. Qui il link da cui poterlo scaricare.

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Le promesse contenute nello stesso contratto dovranno in qualche modo vedere la luce. Molti analisti e studiosi hanno messo in dubbio la fattibilità delle varie politiche (soprattutto il combinato flat-tax e azzeramento legge Fornero), che potrebbero portare ad un buco di bilancio ed a maggiore debito pubblico.

Sarà davvero un governo del “cambiamento”?

O quantomeno, il nuovo governo riuscirà a lasciare un’impronta diversa rispetti agli ultimi?

Ed infine.. Riuscirà la nuova alleanza giallo-verde a durare fino alla fine della legislatura, nel 2023?

A queste domande bisognerà attendere i nuovi sviluppi, i provvedimenti governativi e le leggi del nuovo Parlamento.  Saranno lì le risposte che cerchiamo.

Buona Festa della Repubblica a tutti gli italiani ed a chi pur sentendosi tale, legalmente, ancora non lo è!

Antonino Zampaglione

(fonti: Corriere della Sera)

 

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