La Nuova Via della Seta

La Cina negli ultimi mesi si è fatta promotrice di un nuovo progetto, si chiama “Nuova Via della Seta” (one belt one road). Questa idea segnerà probabilmente un punto di svolta nella storia umana e l’inizio di una nuova epoca. Stiamo parlando di un piano di sviluppo gigantesco, definito dal presidente cinese Xi Jinping “il progetto del secolo”, che ad oggi coinvolge direttamente circa 60 paesi con ripercussioni importanti per tutto il globo. Una proposta così innovativa non poteva che provenire dalla nazione economicamente più propositiva della nostra epoca. Del resto, negli ultimi anni, si era capito che le dinamiche di forza nel mondo erano propense a mutare.

A metà degli anni novanta sarebbe stato quasi assurdo scommettere sulla Cina come futura prima potenza mondiale mentre oggi è quasi una certezza. Il peso decisionale che questo paese ha assunto, soprattutto nell’ultimo decennio, nelle dinamiche internazionali dimostra come tale nazione possa influenzare l’agire mondiale! Poche sono le costanti storiche delle società umane, una di queste è lo strettissimo rapporto che unisce la politica con l’economia.

La proposta cinese consiste in un immenso programma per la costruzione di infrastrutture e attività per intensificare i collegamenti e il commercio tra Est e Ovest del “continente euro-asiatico” e diminuire enormemente i costi di trasporto. Perciò la Nuova Via della Seta si compone di ferrovie ad elevatissima velocità, porti e strade di dimensioni straordinarie, poli logistici, oleodotti e gasdotti (tra cui prefigura il TAP). Oltre a ciò, il progetto prevede la creazione “da zero” di una serie di nuove metropoli in contesti storicamente definiti depressi e periferici, le quali grazie ai nuovi collegamenti verranno connesse con le attuali megalopoli europee e asiatiche. Ѐ inutile dire che gigantesche sono anche le somme degli investimenti (in maggioranza cinesi) per la realizzazione di tale piano, si stima che si siano già spesi oltre cinquanta miliardi di dollari e secondo recenti calcoli prospettici nei prossimi cinque anni gli investimenti potrebbero tranquillamente giungere a 502 miliardi di dollari. Il principio proposto al riguardo dal governo cinese è molto semplice: “Discutere insieme, costruire insieme, condividere insieme i risultati”.

piano nvds

Il piano prevede la creazione di circa 900 cantieri che si pongono come obbiettivo la costituzione di due corridoi commerciali:

  1. Percorso terrestre: comprensivo di tre diverse rotte atte a connettere la Cina con Europa, Medio Oriente e Sud-est asiatico.
  2. Percorso marittimo: diviso in due rotte – una che dalla Cina si snoda attraverso l’Oceano Indiano, il Mar Rosso e infine si collega all’Europa, l’altra che connette Pechino con le isole pacifiche attraverso il mare di Cina.

Tale progetto era stato proposto dal presidente cinese Xi Jinping nel settembre 2013 durante un discorso tenuto alla Nazarbayev University in Kazakistan, e d’allora ribadita ciclicamente.

L’iniziativa One Belt One Road (OBOR) si prefigge di rispettare parte del tredicesimo piano quinquennale cinese, annunciato nel marzo 2016, di cui uno degli obbiettivi primari era il raddoppiamento del PIL e di creazione di nuovi legami internazionali. Ѐ un progetto , questo, che si predilige di facilitare la comunicazione fra i governi e di connettere le economie mondiali, al fine di aumentare i volumi commerciali. Ovviamente, da un punto di vista diplomatico, la Cina, promotrice del progetto, prefigura come coordinatrice politico e punto di riferimento economico.

Tale progetto presenta però numerosi punti critici. Primo fra tutti quello dell’invasività cinese che con tale piano potrebbe oscurare e totalmente sconvolgere gli accordi, di qualunque genere,  precedentemente stipulati fra gli altri  paesi ,comportando in questo modo lo sviluppo di tensioni anche di carattere militare tra le principali potenze mondiali . Un secondo punto dolente è quello legato all’ instabilità politica e le difficoltà economiche di alcuni paesi interessati dal progetto OBOR. Un’ennesima problematicità potrebbe derivare dai vantaggi connessi alla partecipazione a tale iniziativa ovvero il livello di cooperazione dei partecipanti tenderebbe a scendere se il beneficio percepito fosse solo a vantaggio di Pechino. Infine, l’incalcolabile impatto ambientale che questo idea può generare nei confronti degli equilibri naturali già lungamente messi sotto pressione dalle dinamiche umane.

Nel progetto è anche presente l’Italia dato che si è identificato come punto nevralgico Venezia. La rilevanza del porto italiano è data dal fatto che la rotta marittima facente approdo a Venezia si dimostra la più efficiente poichè percorrendo essa si riducono al minimo i tempi e i costi relativi alla movimentazione delle merci. Quella che viene offerta a Venezia e all’ Italia è un’importantissima opportunità al fine di poterci inserire probabilmente nel mercato del futuro da protagonisti e non da comparse.

Francesco Pizzinga

 

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