Stiamo tutti bene

L’immigrazione, un tema non trattato come dovrebbe, trattato come un gioco. Un gioco in cui esponenti politici prendono forza, in cui qualunque cittadino terrorizzato accompagna questo “motto” ancora purtroppo esistente. Parte di una storia che ci ha lasciato da tempo, ma che tende a ritornare sotto falso buonismo verso chi cerca la speranza oltre quel pezzo di mare che ci divide; una storia che vede ritornare sotto cattive forme in alcuni paesi europei, violando quelli che sono i principi fondanti dell’Unione, quali l’integrazione e la dignità, verso coloro che sperano inutilmente, trovando solo qualcuno che fa di loro uno strumento di propaganda politica.

Il fenomeno del razzismo, è un fenomeno da combattere, da distruggere definitivamente, non è un elemento da ignorare in un paese democratico. Il cittadino non dovrebbe considerare un assassino per il colore della pelle, ma perché è un assassino. Un uomo capace di intendere, che non dovrebbe basarsi solo su mezzi di propaganda come telegiornali, gestiti da sempre da coloro che vogliono fare di noi “strumenti apatici” e gregge di persone condotte come delle capre sulla strada, ma che dovrebbe andare oltre la cattiva informazione tornando ad essere un cittadino che pensa e ragiona, interrogandosi se il primato dell’immagine contenga un aspetto “manipolatorio”, sostituendo l’ “homo videns” così descritto da un grande scienziato politico, Giovanni Sartori; pensare che alcuni mass media sono da considerarsi elementi di barriera tra il vedere e il pensare, e che bisogna guardare oltre, come insegna un famoso film di Robin Williams, Patch Adams.

Un paese ormai privo di sentimenti, non più toccati da centinaia o forse migliaia di persone morte in mare, vedendoli solo come “coloro che ci invadono il territorio” e abbracciando “cavalli di battaglia” di esponenti politici, senza rendersi conto che si esagera. Ricordando che in tempi duri anche le nostre vecchie generazioni, lasciavano la famiglia per cercare fortuna fuori dall’Italia, e ricordando che, l’odio di alcuni periodi degli anni 90 del 900 non hanno portato a nulla, se non generare altro odio, anche nei giorni nostri. Purtroppo, questa ideologia che è presente – anche se in minoranza – in una democrazia, distrugge la democrazia stessa, e provoca in noi un forte odio, forse spaventati da coloro che vogliono raccogliere briciole della nostra paura per avere una maggioranza al governo, a discapito di chi, vedendo terra da una barca, spera in un paese pieno di accoglienza e di democrazia.

bambini-migranti2

Questo è un brano che racconta la lotta di coloro che stanno tra la vita e la morte:

“Stiamo tutti bene” – di Mirkoeilcane :

Ciao, mi chiamo Mario e ho 7 anni

7 e mezzo per la precisione

mi piace il sole, l’amicizia, le persone buone

il calcio, le canzoni allegre ed il profumo buono della pelle di mia madre

papà mio è da qualche mese che non torna

ma guai a parlarne con qualcuno

specialmente con la mamma

perché si sente male

grida, piange e non la smette più

e per tre giorni si nasconde e non si fa vedere

Ma oggi è un giorno felice

che qui è arrivato un pallone

e finalmente potrò diventare forte

e fare il calciatore

so già palleggiare

con i sassi è diverso

ma sono avvantaggiato

perché corro forte

come il vento

E allora volo alla radura

insieme agli altri bambini

chi arriva ultimo in porta

sai che rottura di co…

arrivo primo, come sempre

e allora sono attaccante

scarto, driblo, tiro in porta

ed il portiere non può farci niente

poi da più lontano sento

‘Mario vieni qua

prendiamo tutto quel che abbiamo

e raggiungiamo papà’

mamma, proprio adesso, sto tirando un rigore

ma non c’è verso

ce ne andiamo, meglio non polemizzare

Stiamo tutti bene

stiamo tutti bene

stiamo tutti bene

tutto molto bene

come si conviene

Stiamo tutti bene

stiamo tutti bene

stiamo tutti bene

non c’è nulla per cui ci dobbiamo preoccupare

e scomodare

Ma guarda te a jella proprio a me doveva capitare

quattro giorni su sta barca, intorno ancora solo mare

ma ti pare giusto

uno va in vacanza per la prima volta

e quelli lì davanti son capaci di sbagliare rotta

che poi a chiamarla barca

ci vuole un bel coraggio

stare in tre

seduti in mezzo metro di spazio

è come me e gli altri 200

tutti intenti a pregare

ed io vorrei soltanto alzarmi e palleggiare
Ma se soltanto sporgo anche di un centimetro il piede

questo davanti si sveglia

e inizia a dire che ha sete

io ho pure sete, fame, sonno

e mi fa male la schiena

ma non c’è mica bisogno

di fare tutta sta scena
E poi c’è questo di fianco

che ha chiuso gli occhi

non li apre più

è da due giorni che dorme

che pare non respiri

non ho mai visto nessuno dormire così tanto

ho chiesto a mamma

e ha detto che era proprio stanco

Boh, tre giorni fa

ne hanno buttato una ventina in mare

mamma dice che volevano nuotare

io li sentivo gridare

e non sembravano allegri

ma almeno adesso ho un po’ di spazio

per i piedi

È il sesto giorno

adesso dormo, pure mamma e un tipo magro

qualcosina più in là grida che vede la Madonna

e questa barca adesso puzza di benzina e di morte

e mamma ha detto di non farci caso

e di essere forte

e di fare il bravo bambino

e star seduto qua

che mamma adesso s’addormenta

e raggiunge papà

però piangeva e si sforzava di sorridere

forse era proprio tanto stanca pure lei

E c’è un silenzio tutto intorno

che mi mette paura

s’è fatta notte, ho freddo

e in cielo non c’è neanche la luna

gente grida, chiede aiuto

ma nessuno risponde

mi guardo intorno e neanche a dirlo

vedo sempre e solo onde

dopo onde, ancora onde

allora onde evitare di addormentarmi come gli altri

ed esser buttato in mare

mi unisco al coro della barca

e inizio a piangere e gridare

non ho forza, chiudo gli occhi

e non so neanche nuotare

Stiamo tutti bene.

Simone Vivona

 

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