Friend-zone: cos’è e come uscirne

Scusami, ti vedo solo come un amico.” “Ma tu per me sei come una sorella.” “Ti amo di bene.” Sono solo tre delle centinaia di frasi che tutti i giorni leggiamo online o sentiamo per la strada. Sono frasi che abbiamo detto magari inconsapevolmente o che abbiamo ricevuto e tutte sono circoscritte a quell’ambito che chiamiamo “friend-zone”.

Citando testualmente Wikipedia, “la friend-zone (termine inglese, letteralmente “zona amici”) è una situazione in cui uno dei due membri di una relazione amichevole, specie quello di sesso maschile, vorrebbe passare ad una relazione romantica o sessuale, mentre l’altro, solitamente di sesso femminile, no”.

Il termine però non è cosi recente come si può pensare, ma risale al 1994, in “Friends” in cui Joy e Ross dialogano riguardo l’amore impossibile verso una loro amica. E da allora inaspettatamente l’espressione ha avuto un successo enorme, così tanto che l’OED (Oxford English Dictionary) non ha potuto non inserirla nel suo vocabolario ufficiale.

E non solo. Sono nati studi, ricerche, lezioni accademiche sulla friend-zone, riviste come Psychological Science hanno dedicate intere rubriche sul tema. Persino Facebook ha dato il suo contributo: la pagina “Boom. Friendzoned” conta più di 1.800.000 like.

Ma perché questa notorietà planetaria per un fenomeno che, alla fine, esisteva pure prima della coniazione del nome?

Perché è vera, è reale e colpisce più o meno tutti.

Al di là di freddi enunciati “wikipediani”, la friend-zone è davvero una situazione spiacevole per chi la vive, combattuto se frenare i propri sentimenti per non rovinare l’amicizia o dichiararsi e magari subire un rifiuto; ma non è semplice neanche per chi deve “friendzonare” che, ignaro di tutto, continua a comportarsi e a relazionarsi in una dimensione di amicizia. (P.S. se lo si percepisce, bisognerebbe parlarsi e non approfittarne, ma di questo non ne trattiamo, perché è cattiveria, non incomprensione tra generi)

E quindi non se ne esce? O meglio una volta che succede, non si può più far niente, se non continuare ad essere il cane che si “morde la coda”?

La Scialuppa” risponde: si, se ne esce.

Ma bisogna ripartire dall’inizio: la friend-zone non è altro che una situazione, in cui gli individui stessi si collocano, quando si comportano come amici con le persone che gli piacciono, perché non hanno il coraggio di fare altrimenti.

E come comportarsi? Ci vuole coraggio, sicurezza di sé , bisogna essere misteriosi, ambigui, forti, uscire con altre persone, lasciare correre.

E se dopo tutto questo, nulla cambia, allora lasciate perdere, evidentemente non vi merita. Speriamo siate dell’idea che è meglio perdere una persona, che aspettare invano senza muovere un dito, magari vedendola frequentare altri.

Ed è per questo che la friend-zone è associata agli uomini, le ragazze, forse perché in media non riescono a soffocare i propri sentimenti, sono meno attendiste e vivono più di pancia.

Ma non solo, altri motivi sorgono dal fatto che molto spesso i ragazzi non riescono a delineare completamente i confini di un’amicizia e dall’altro lato, le donne dichiarano di non avere amici maschi.

In ogni caso, mai tornare indietro.

L’amicizia è perduta (per fortuna o sfortuna), ma la dignità è salva.

Antonio Marando

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