“Il vento nelle vele”

Il 13 settembre 2017 il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha pronunciato il suo discorso annuale sullo stato dell’Unione europea al Parlamento europeo. Il discorso fa il punto dell’attuale situazione politica ed economica dell’Europa. È l’occasione per rivedere il lavoro svolto dall’UE nell’anno precedente e guardare alle priorità dell’anno venturo. Il discorso sullo Stato dell’Unione è, di fatto, la continuazione del Libro Bianco stilato a marzo 2017 (di cui ho già parlato qui) e contiene l’opinione personale sul futuro dell’Europa del presidente Juncker, a seguito di un ampio dibattito svolto in sei mesi in tutto il continente, e a cui hanno partecipato il Parlamento europeo, i parlamenti nazionali, le autorità locali e regionali e la società civile nel suo complesso. Di seguito cercherò di riassumervi i punti salienti del discorso per capire la rotta che la “nave Europa” potrebbe intraprendere e l’orizzonte che aspira a raggiungere.

L’unione economica e monetaria

Abbiamo deciso di completare un’Unione dell’energia, un’Unione della sicurezza, un’Unione dei mercati dei capitali, un’Unione bancaria e un mercato unico digitale. Insieme siamo già arrivati a buon punto. […] Da sempre l’Europa è un luogo propizio alle attività imprenditoriali. Ma dall’anno scorso partner di tutto il mondo si mettono in fila alle nostre porte per concludere con noi accordi commerciali. Con l’aiuto del Parlamento europeo abbiamo appena concluso un accordo commerciale con il Canada che si applicherà in via provvisoria dalla prossima settimana. Abbiamo un accordo politico con il Giappone su un nuovo partenariato economico e buone probabilità di ottenere lo stesso risultato con il Messico e paesi dell’America meridionale entro la fine dell’anno.”

La nuova strategia di politica industriale che presentiamo oggi intende aiutare le nostre industrie a rimanere o diventare leader mondiali dell’innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione. [….] voglio che l’Europa si ponga alla guida della lotta contro i cambiamenti climatici. L’anno scorso abbiamo fissato le regole del gioco a livello globale con l’accordo di Parigi, ratificato proprio qui, in quest’aula. Di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti, l’Europa farà in modo di rendere nuovamente grande il nostro pianeta. È patrimonio comune di tutta l’umanità.”

Il partenariato chiave dell’UE con l’Africa e il controllo della migrazione

L’Europa è e deve rimanere il continente della solidarietà dove possono trovare rifugio coloro che fuggono le persecuzioni. La solidarietà non può valere soltanto all’interno dell’Europa. Dobbiamo anche dimostrare solidarietà nei confronti dell’Africa. L’Africa è un continente nobile e giovane, la culla dell’umanità. Il Fondo fiduciario UE-Africa, con una dotazione di 2,7 miliardi di euro, sta creando opportunità di lavoro in tutto il continente.”[…]

Siamo riusciti ad arginare flussi irregolari di migranti che erano fonte di grave preoccupazione per molti. Abbiamo nettamente ridotto le perdite di vite umane nel Mediterraneo. Non posso parlare di migrazione senza rendere un omaggio sentito all’Italia per il suo nobile e indefesso operato. Quest’estate la Commissione ha di nuovo lavorato gomito a gomito con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il suo governo per migliorare la situazione, in particolare addestrando la guardia costiera libica. Continueremo a offrire all’Italia un forte sostegno operativo e finanziario. Perché l’Italia sta salvando l’onore dell’Europa nel Mediterraneo. Urge poi migliorare le condizioni di vita dei migranti in Libia. Sono inorridito dalle condizioni disumane dei centri di detenzione e di accoglienza. L’Europa ha una responsabilità collettiva e la Commissione lavorerà di concerto con le Nazioni Unite per porre fine a questo scandalo, che non si può tollerare.”

Tabella di marcia per un’Europa più unita, più forte e più democratica

Sono trascorsi dieci anni da quando è esplosa la crisi e l’economia europea si sta finalmente riprendendo. Così come la nostra fiducia. I leader dell’UE a 27, il Parlamento e la Commissione stanno riportando l’Europa nell’Unione. Insieme stiamo riportando l’unione nell’Unione.[…]

Abbiamo di fronte un’opportunità che non rimarrà aperta per sempre. Sfruttiamo al massimo questo slancio, catturiamo il vento nelle nostre vele. […]

L’Europa è, prima di ogni altra cosa, un’Unione di libertà. Libertà dalle oppressioni e dalle dittature che il nostro continente, e purtroppo nessuno meglio dell’Europa centrale e orientale, conosce fin troppo bene. Libertà di esprimere la propria opinione da cittadini come da giornalisti, una libertà che diamo troppo spesso per scontata. Sono questi i valori su cui è costruita la nostra Europa, ma la libertà non è manna dal cielo; bisogna combattere per ottenerla, in Europa e in tutto il mondo. In un’Unione delle uguaglianze non possono esserci cittadini di seconda classe. È inaccettabile che nel 2017 vi siano ancora bambini in Europa che muoiono per malattie che avrebbero dovuto essere debellate da tempo. In un’Unione delle uguaglianze non possono esserci consumatori di seconda classe. […]

In un’Unione delle uguaglianze non possiamo permetterci lavoratori di seconda classe. Chi fa lo stesso lavoro nello stesso posto ha diritto alla stessa paga. Abbiamo bisogno di un ministro europeo dell’Economia e delle finanze: un ministro europeo che promuova e sostenga le riforme strutturali nei nostri Stati membri.[…]

foto tratta da: europarl.europa.eu
foto tratta da: europarl.europa.eu

Voglio che la nostra Unione diventi un attore globale più forte. Per aver maggior peso nel mondo, dobbiamo riuscire a prendere decisioni di politica estera più rapide. L’Unione europea deve essere più forte anche nella lotta contro il terrorismo. […] chiedo un’unità di intelligence europea che faccia in modo che i dati relativi al terrorismo e ai combattenti stranieri siano automaticamente condivisi tra i servizi di intelligence e con la polizia. […]

Il 29 marzo 2019 il Regno Unito uscirà dall’Unione europea. Sarà un momento molto triste e drammatico, che rimpiangeremo sempre. Ma dobbiamo rispettare la volontà dei cittadini britannici. Il 30 marzo 2019 saremo un’Unione a 27. Propongo di prepararci per bene a questo momento, tra i 27 Stati e all’interno delle istituzioni europee. Le elezioni del Parlamento europeo seguiranno di solo poche settimane, nel maggio 2019. Gli europei hanno un appuntamento con la democrazia. Devono potersi recare alle urne con una visione chiara di come si svilupperà l’Unione europea nei prossimi anni.”

Affinché possa funzionare in modo stabile, a mio parere, il processo di unificazione europeo deve avvenire secondo una logica ascendente, ossia dal basso verso l’alto. Innanzitutto è essenziale costruire delle solide fondamenta: bisogna proseguire con la diffusione della cultura e identità europee basate sulla forza dell’unione delle diversità (“E pluribus unum”). Dal basso, il popolo, soprattutto noi giovani che dobbiamo rivendicare il diritto al lavoro e alla meritocrazia, il diritto a vivere in un ambiente salubre e il diritto di vivere in un luogo sicuro; verso l’alto, i governi quindi devono tradurre le richieste attraverso la stilatura di una Costituzione Europea che dia un’architettura democratica al nuovo soggetto politico sul modello di quelle nazionali. Il Parlamento Europeo dovrà essere legittimato in pieno: ad esso deve essere affidata la funzione legislativa. La funzione esecutiva e di governo invece, potrà essere affidata a più soggetti che la condividono: Presidente e Vice insieme alla Commissione e il Consiglio Europeo che funga da “Consiglio dei Ministri”. Quella giudiziaria rimarrà alle già legittimate Corti di Giustizia Europee.

Sento dire che non dobbiamo mandare tutto all’aria ora che le cose cominciano a migliorare. Ma non è questo il tempo di procedere con cautela. Abbiamo iniziato a riparare il tetto, adesso dobbiamo completare il lavoro finché splende il sole. Perché quando appariranno all’orizzonte le prossime nuvole – e appariranno – sarà troppo tardi. Allora leviamo l’ancora. Abbandoniamo i porti sicuri. E catturiamo il vento nelle nostre vele.”

(fonti: https://ec.europa.eu/commission/state-union-2017_it)

Antonino Zampaglione

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: