La città medievale

Questo è solo il primo articolo di una serie che ci aiuteranno a comprendere le diverse città partendo da quella medievale fino ad arrivare a quella contemporanea. Ma perché studiare le città? Esiste un ramo della sociologia che si occupa di questo! È la sociologia urbana, materia che di solito viene insegnata nei dipartimenti di architettura, scienze turistiche e scienze politiche. La sociologia urbana mettendo al centro degli studi la città, ci aiuta a capire come è formata la società e naturalmente come è cambiata nel tempo. Un piccolo esempio: la pianta di una città ci da l’idea di come funziona l’organizzazione sociale di quel luogo o di quel periodo storico, infatti questa è una materia che si allaccia perfettamente alla storia, ma anche all’economia, alla politica e al diritto. In questa serie di articoli parleremo di luogo (contesto di relazioni sociali, forma di prodotto sociale), di territorio (quel pezzo di terra che ha confini politici) e il più importante di spazio sociale (insieme di luoghi). In sociologia urbana il concetto di spazio è strettamente collegato al concetto di tempo, anche se nei secoli passati lo spazio venne considerato poco rispetto al tempo, ma trascurare lo spazio significa trascurare l’organizzazione urbana e un giorno lo spazio finirà perché la terra non è infinita… ma su questo ci torneremo più avanti quando vi parlerò della città contemporanea. Partiamo col dire che capire la città medievale è estremamente semplice perché il rapporto tra individuo e luogo era diretto: ad esempio a quei tempi si sapeva dove girovagava un aristocratico o un povero, con il semplice fatto che l’aristocratico non andava mai nei luoghi poveri della città e viceversa. Secondo lo storico Pirenne ed il sociologo Weber, la città medievale nasce nell’anno 1000. Innanzitutto è bene sapere che esistono due diversi tipi di città medievale: quella dell’Europa del Nord e quella dell’Europa del Sud. La prima tipologia di città fa sorgere attorno a sè mura alte per paura degli attacchi dei barbari, quindi i suoi popoli si chiudono dentro le mura e sviluppano un’economia di sussistenza, mentre per quanto riguarda le città del sud Europa, esse sono più aperte ai commerci con gli arabi, anche se non del tutto poiché gli attacchi da parte degli arabi erano frequenti. Le città medievali dell’Europa del Sud erano composte da una città abitativa che aveva funzione difensiva e dal “Portus” che non era il porto come lo intendiamo noi ma semplici cantieri dove veniva depositata la merce di scambio, inutile dirvi che questo era il luogo commerciale della città. Se dovessimo scegliere una parola da accostare alla città medievale, di sicuro sceglieremo la parola verticalizzazione: questo perché la città così come la società era organizzata in modo verticale.

fototrattadailmondodiaura.altervista.org
La struttura piramidale della società nel Medioevo. Immagine tratta da: ilmondodiaura.altervista.org

Secondo il concetto di diversificazione tra i ceti se un uomo abitava più in alto apparteneva ad un ceto elevato, se invece abitava in basso egli apparteneva ad un ceto misero. Non c’era la separazione tra lo spazio del lavoro e lo spazio della famiglia e mancava la numerazione delle strade, infatti la città era divisa in quartieri: spesso il nome dei quartieri era attribuito al tipo di lavoro che faceva chi ci abitava in quel quartiere stesso, come il quartiere dei fabbri o il quartiere dei marinai; non a caso ancora oggi a Roccella Jonica esiste un quartiere chiamato “I Marinari” proprio perché una volta vi abitavano i marinai del paese. Se manca la numerazione delle strade significa che ancora non si concepiva lo spazio come quantità edificabile e questo comporta la non efficienza, ma sicuramente vi era anche il mancato bisogno di allargare le strade o di pianificarle. Mancava anche l’organizzazione del tempo che verrà più tardi con l’invenzione dell’orologio. La società medievale infatti viene definita come una “società molto lenta” perché il tempo veniva scandito con il sole, infatti quando ci si dava un appuntamento lo si dava o per l’alba o per il tramonto… ora sapete perché nei film medievali i farabutti vengono giustiziati sempre alle prime luci dell’alba! In ogni città esisteva un unico centro con funzione di spazio economico, giudiziario e politico, in genere vicino al palazzo del Re. Qui avvenivano esecuzioni e transazioni di mercato. 

Pietro Carlino

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