Donne

Donne? Come si fa a scrivere delle donne, senza essere banali, cadere in luoghi comuni o rifarsi a esperienze troppo soggettive? Certo non esiste una scienza esatta, una disciplina accademica (e forse è meglio così), ma ognuno di noi ogni giorno, ogni ora, interagisce con una donna e in qualche modo deve cavarsela.

Tranquille fanciulle che leggete “La scialuppa”, in questa nuova sezione “Tra Marte&Venere” non dovrete leggere ovvietà, pregiudizi o riferimenti sessisti (lungi da me); quello che, invece, trasparirà da ogni singola parola sarà un inno, un inno alla meravigliosa complessità di cui siete fatte e di cui impregnate il mondo.

Uomini, se pensate che esistano metodi, strategie, tecniche sicure al 100% per conquistare una ragazza, qui non le troverete; molti di voi, senz’altro, sanno già che se una donna vi desidera (non è vero che non sanno quello che vogliono, quando sembrano indecise è perché ciò che vogliono non corrisponde a ciò che pensavano di volere) non dovete fare altro che stare con lei.

Ma se, invece, le cose non vi sono così semplici? Allora vi conviene leggerci, perché cercheremo di capire, attraverso la critica a certi cliché, convenzioni, abitudini e usi comuni, gli aspetti più controversi riguardo al rapporto donna-uomo: dal capire quando fare il primo passo fino a percepire i segnali, spesso non verbali, che vengono mandati.

Tutto questo accompagnato da diversi articoli su grandi donne che hanno fatto la storia.

Come detto prima, non è semplice approfondire sul genere femminile, non abbiamo letteratura o giurisprudenza in merito, non vi è un catalogo da seguire con diversi capitoli numerati; quello da cui si può partire, come in ogni racconto, è l’indagine storica.

Durante l’Antichità, mentre nelle civiltà babilonese e sumerica, la donna aveva un grande prestigio e in Egitto poteva pure sperare di diventare regina; in Cina, in India, in Grecia, a Roma, nel mondo barbarico, in quello arabo ed ebreo erano escluse dalla vita politica e all’interno della famiglia non avevano garanzie, data la presenza del “paterfamilias”. Anche nella Chiesa la donna aveva uno status giuridico inferiore a quello dell’uomo. Le cose peggiorano nel Medioevo, dove le stime più accreditate parlano di 110.000 streghe arse vive, solo dai documenti ufficiali dell’Inquisizione.

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I primi pavidi tentativi di parificazione tra generi si hanno con la Rivoluzione Francese e con la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” scritta da Olympia de Gourges (1790); ma più tardi, la codificazione napoleonica riafferma il principio giuridico maschile. Nel 1800, la svolta: da un lato le suffragette, il primo movimento femminile che si pose come obiettivo il suffragio elettorale alle donne fondato da John Stuart Mill nel 1865; dall’altro, la rivoluzione industriale, che portò moltissime ragazze fuori di casa e quindi fuori dalla condizione di casalinga per lavorare nella catena di montaggio, come gli uomini. Finalmente, durante lo scorso secolo le principali differenze si attenuano, quasi tutti gli Stati riconoscono il diritto di voto alle donne e nel nostro Paese, in seguito alle proteste degli anni 70, si legifera sull’aborto e sul divorzio.

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E oggi? Vivere ai giorni nostri non è facile per entrambi i sessi. Prendendo in prestito, sacrilegamente, le parole di Gramsci: “La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere”, si può dire che le donne hanno sfidato la Storia e ne sono uscite fuori alla grande (almeno nel mondo occidentale) e l’uomo si trova spiazzato, incapace di comprendere che non hanno più bisogno del principe azzurro, che devono farsi belle prima di tutto per se stesse e che possono anche vivere senza di lui.

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La pornografia a portata di click ha aumentato l’incomprensione tra i due generi: le donne si sono sempre più emancipate (il cosi detto “degrado dell’immagine femminile” è solo una stupida retorica di pochi nostalgici. Una donna nuda non può mai essere degrado) e l’uomo è costretto ad inseguire questo cambiamento repentino e ad adeguarsi per non restare indietro.

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Oggi quindi le donne appaiono sicure, capaci di difendersi da sole, così pronte da riuscire a distinguere chiaramente il sesso dall’amore. Ma ci basta l’apparenza? Al “La scialuppa” no.

E se anche a voi non basta, leggete questa nuova sezione perché alla fine:

Non si può vivere con le donne, ma non si può neanche farne a meno” (O. Wilde).

Antonio Marando

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