Lusia Harris: una donna al pari degli uomini

With the 137° pick in 1977 Nba draft the New Orleans Jazz select Lusia Harris”

Lusia Mae Harris-Stewart, nata il 10 febbraio del 1955 a Minter City, Mississippi, 84 chilogrammi distribuiti in 191 centimetri. È considerata una delle migliori pivot della storia della pallacanestro femminile. Le sue avversarie avevano paura quando se la trovavano davanti, se poi l’azione si svolgeva sotto canestro lei era veramente e dico veramente dominante, nessuno poteva fermarla. A Delta State University segnò 2981 punti e 1662 rimbalzi con una media di 25,9 punti e 14,4 rimbalzi a partita, tutto questo in soli quattro anni. Nell’ultimo anno deteneva già 15 dei 18 record della sua università. Nella All-American vinse per tre anni il titolo con un record di 109 partite vinte e solo 6 perse, fu nominata per tutti e tre gli anni MVP. Luisa fu la prima donna della storia e purtroppo anche l’ultima ad essere scelta da una squadra NBA. Fu selezionata nel Draft Nba del 1977 al 7° giro con la 137° scelta (davanti a 33 uomini) dai New Orleans Jazz, ora conosciuti come gli Utah Jazz. Si proprio gli Utah Jazz di John Stockton e del postino Karl Malone. Tuttavia Lusia non giocò mai in Nba perché al momento della scelta lei stava affrontando una gravidanza. Ma questo episodio non la fermò perché riuscì a giocare con le Houston Angels nella WBL (Women’s professional Basketball League). Con la nazionale americana vinse la medaglia d’argento al primo torneo olimpico di basket femminile a Montreal nel 1976 e nei giochi panamericani di Città del Messico vinse la medaglia d’oro, inutile dire che in tutte le due occasioni lei fu la giocatrice migliore soprattutto per quanto riguarda la difesa e i rimbalzi. Nel 1992 insieme a Nera White fu la prima donna ad essere ammessa nel Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. Lusia è stata forse la prima donna a smentire la differenza tra uomo e donna, almeno nello sport agonistico. Queste sono parole pesanti da dire, lo so. Sicuramente da questa storia possiamo imparare che tutto è possibile e che bisogna lavorare in modo che le differenze tra uomo e donna diminuiscano sempre di più. Quando si arriverà a capire che uomo e donna sono la stessa cosa in tutto e per tutto allora non ci saranno più discriminazioni tra i due sessi. È un pensiero quasi utopico il mio e sicuramente non tutti saranno d’accordo con me, voi che ne pensate?

Pietro Carlino

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