Lui è tornato

Ci sono delle sere in cui non hai voglia di uscire o altre volte in cui ti va semplicemente di vedere un bel film. Mi é successo già un paio di volte. Questa volta ho deciso di non usare uno streaming “pirata”, con siti che si bloccano o ti riempiono di pubblicità. Allora accendo l’ormai vecchia playstation 3 e scarico netflix. Registro il mio account e provo il primo mese gratuito. Lo consiglio a tutti. É semplice: ti registri al sito con nome, cognome, email e numero di carta di credito e fai partire il periodo di prova per 30 giorni. Prima della scadenza bisogna quindi decidere se disdire l’abbonamento o continuare pagando un canone in base al piano scelto. Continuo. Cerco tra i film uno recente, che mi colpisca e che risalti le mie preferenze. Boom! Beccato. Il film s’intitola “Lui é tornato” (“Er ist wieder da” in tedesco).

Dopo essere rimasto ibernato senza invecchiare per 70 anni tra il terreno e l’inferno, Adolf Hitler si risveglia il 23 ottobre 2014 nella Berlino odierna, moderna e multietnica. Disorientato dalla situazione e notando diversi cambiamenti, capisce di essere in un’altra epoca e chiede a diversi passanti in quale anno si trovi. Dopo aver scoperto di trovarsi nel 2014 appena dopo la vittoria dei mondiali e sotto la Merkel e dopo essere stato approcciato da curiosi passanti desiderosi di farsi un selfie con lui, incontra un edicolante che lo ospita per due giorni. L’edicolante gli fa conoscere Fabian Sawatzki, un aspirante regista che ha appena perso il lavoro in un’emittente televisiva privata. Sawatzki vede in lui del potenziale come attore e gira un video che mostra il Führer in diverse situazioni e lo pubblica sul Web ottenendo milioni di visualizzazioni. Dopo averlo mostrato al vice-direttore dell’emittente che lo aveva licenziato, Christoph Sensenbrick, Fabian viene riassunto. Hitler viene inserito in un programma televisivo dell’emittente, riscuotendo un grandissimo successo e diventando un’icona mediatica. La direttrice dell’emittente, Katja Bellini, decide quindi di farlo partecipare a qualsiasi programma televisivo in modo da sfruttare l’onda del successo. Proprio durante uno di questi programmi viene però mostrato un filmato in cui Hitler uccide un cane, fatto che suscita lo sdegno dell’intera Germania. Hitler, Fabian e la Bellini vengono perciò licenziati. Adolf viene ospitato a casa della madre di Fabian, dove inizia a scrivere il suo secondo libro, intitolato “Lui è tornato”. Fabian ne ricava una sceneggiatura e la propone alla Bellini, che decide di produrre il film, affidando la regia a Sawatzki. Fabian però scopre che il presunto comico è in realtà il vero Hitler, ma non venendo creduto viene preso con la forza e ricoverato in un ospedale psichiatrico. Le riprese del film quindi si concludono e Hitler pensa di essere sulla strada della vittoria, lasciandoci con una riflessione sulla situazione politica attuale.

É un film comico. Alcune scene mi hanno fatto ridere. Calandolo nel nostro contesto attuale si capisce che il film é chiaramente un messaggio contro i nuovi populismi dilaganti: razzismo verso gli immigrati, odio verso i musulmani, la mancanza di rispetto verso l’ambiente e gli animali. Molti, infatti, sono gli spunti di riflessione che ho potuto trarre. Quali? Innanzitutto il modo di fare politica. Nel film sono messi in evidenza la propaganda, il ruolo dei media e dell’opinione pubblica, il linguaggio comunicativo del leader politico e il suo modo di parlare alla pancia e al cuore della gente. Poi vi é il lato umano ossia la riflessione sugli errori commessi in passato: la fiducia nel leader nazionalista, la guerra, la strage degli ebrei e delle minoranze. É anche presente l’aspetto culturale: il senso di colpa del popolo tedesco e il loro giusto disprezzo verso il ritorno del führer. Non manca inoltre l’aspetto economico, una critica verso la ricerca del profitto senza morale: la direttrice della tv privata che pur di far aumentare l’audience usa un personaggio mal visto dai tedeschi ma che allo stesso tempo diviene qualcosa di inimmaginabile che rompe gli schemi e che tiene attaccata la gente al televisore; infine il lato psicologico: mi é venuto infatti spontaneo chiedermi più volte mentre guardavo il film.. PERCHÉ? Perché é successo? Perché nessuno l’ha impedito? Perché é riuscito a manipolare milioni di persone? Perché la ragione in politica spesso viene sostituita dalle pulsioni e dalle emozioni? Le risposte potrebbero essere altrettanto numerose. Non sono uno studente di psicologia né di filosofia ma penso che una delle tante risposte ai quesiti sia, purtroppo, semplice: l’uomo ha sempre cercato una figura carismatica, rigida, quasi sovrumana che lo governi e lo indirizzi verso la “giusta” via. Estremizzando il concetto potremmo a tal fine anche inserire Dio in questo discorso. Dio ci è sempre stato rappresentato come un essere sovrumano che ci governa e ci guida e che parla alla nostra anima. Ma a differenza di Dio e della religione, seguire un uomo implica comunque una scelta razionale da parte dell’intelletto, della ragione. É proprio questo mi sembra l’intento di questo film: ricordare e portarci alla ragione.

Antonino Zampaglione

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