Siamo alle solite

Puntualmente, nei momenti di difficoltà politica e istituzionale, la maggioranza di governo, in parte con la complicità della stampa e del web, si diletta a sfornare temi di basso rilievo e a far concentrare l’opinione pubblica su leggi che non hanno reali ricadute sulla vita delle persone e che si potrebbero affrontare in momenti di maggiore serenità.

Siamo a luglio, in piena estate. La stagione in questo caso è ininfluente. Un fenomeno sismico di certo non si preoccuperà del fatto che fa molto caldo per arrivare. L’Italia è una delle terre a più alto rischio sismico nel mondo (così come lo è il Giappone…), ma in Italia abbiamo un vero piano anti-sismico? Sappiamo cosa fare in caso di terremoto? Ma sopratutto, quanti degli edifici pubblici e privati presenti in Italia sono a norma e rispettano i criteri antisismici? Questo è un esempio di tema che sarebbe molto più importante di una legge contro l’apologia del fascismo per contrastare quattro poveri nostalgici che si sfogano sui social. Potremmo discutere per ore nel merito delle proposte “antifasciste” affrontate negli ultimi giorni ma non è il caso. Ragionandoci un pò su mi sono comunque convinto che nel 2017, in Italia qualcuno ancora non avverte il progresso umano e tecnologico che ci ha reso tutti più informati e consapevoli. Viviamo in un mondo globalizzato e con un’Unione Europea (post Brexit) sempre più presente, incisiva e vicina ai cittadini. Siamo quindi ancora sicuri che una vecchia e stupida ideologia possa prendere il sopravvento nel continente dei “lumi della ragione”? Di certo prevenire è meglio che curare ma far rivevere in Europa uno scontro tra fascisti e antifascisti, in questo momento , è davvero opportuno? Da antifascista convinto penso che nel 2017 ci si può dichiarare antifascisti anche senza estremizzarne il concetto, così come molti italiani nel 1930 furono fascisti senza sapere cosa esso fosse per davvero o cosa avesse fatto, per non parlare dei molti che lo furono non per costrizione ma per avere un pezzo di pane in più a tavola. Riguardo coloro che si professano fascisti adesso, non mi esprimo in modo da non accendere altre micce inutili. Sembra che il sole d’estate spesso dia alla testa e i nostri cari politici sembrano essere i primi a subirne gli effetti. Quello che voglio dire è che i problemi reali del Paese sono altri: a che punto è il progetto “Casa Italia” per la messa in sicurezza del territorio nazionale? Il problema più che economico sembra sia politico. Un governo serio che avesse a cuore la vita dei suoi concittadini dovrebbe mettere come primo punto della sua agenda la messa in sicurezza del Paese. Questo è un tipico caso di “problema strutturale” ossia problemi per i quali le istituzioni hanno a lungo dibattuto e sperimentato soluzioni ma senza risolverli definitivamente. Ma tornando alle solite questioni di stagione..

Siamo a luglio, in piena estate. Anche un bambino si sarà accorto che puntualmente ogni estate si verificano grandi incendi nella sua città, specialmente al Centro-Sud e sembra che in alcuni casi sia coinvolta la criminalità organizzata. La Procura di Torre Annunziata (NA) ha aperto un fascicolo di inchiesta sui roghi che stanno interessando le aree del Vesuvio e diversi comuni della provincia di Napoli. Dal 15 giugno a oggi sono state oltre 430 le richieste di concorso aereo giunte dalle Regioni alla Protezione civile per gli incendi, contro le 308 del 2007: un picco mai raggiunto negli ultimi dieci anni. “Ogni anno decine di migliaia di ettari di bosco bruciano a causa di incendi di natura dolosa o colposa, legate alla speculazione edilizia, o all’incuria e alla disattenzione dell’uomo. Negli ultimi trent’anni è andato distrutto il 12% del patrimonio forestale nazionale”. Infine, rileva il Dipartimento: “le conseguenze per l’equilibrio naturale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell’ecosistema forestale e ambientale molto lunghi. Le alterazioni delle condizioni naturali del suolo causate dagli incendi favoriscono inoltre i fenomeni di dissesto dei versanti provocando, in caso di piogge intense, lo scivolamento e l’asportazione dello strato di terreno superficiale”. (Fonte:ANSA). Un grande plauso va a tutte le forze armate e non che in questo momento stanno affrontando le fiamme per difenderci. Il Vesuvio, in fiamme, sembra quasi abbia eruttato. La Sicilia e la Calabria bruciano come se fossero l’inferno in Terra. A San Vito Lo Capo, nel trapanese, sono stati fatti evacuare 700 turisti a bordo di barche poiché un incendio stava seriemente minacciando il loro resort. Questa non è “emergenza”, è divenuta ormai prassi. Siamo ormai davanti ad uno strano fenomeno a metà strada tra un problema strutturale (fatto da silenzi complici e promesse inutili) ed un allarme mediatico, ossia problemi che improvvisamente sono offerti all’opinione pubblica ma che se ne vanno senza che le istituzioni abbiano preso una decisione risolutiva.

Vogliamo quindi continuare a far finta di nulla?

Ma se preferite, continuiamo pure a sfornare il tema per due mesi all’anno.

Antonino Zampaglione

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