John Fitzgerald Kennedy: la Nuova Frontiera

“Ask not what your country can do for you – ask what you can do for your country”

“Non chiedete cosa il vostro Paese può fare per voi; chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese”

100 anni fa, precisamente il 29 maggio del 1917 nasceva a Brookline nello stato del Massachusetts, John Fitzgerald Kennedy, comunemente chiamato John Kennedy o solo JFK, il quale il 20 gennaio 1961 divenne il 35º presidente degli Stati Uniti d’America. “Jack”, di origine irlandese, fu il primo presidente degli Stati Uniti d’America di religione cattolica.

La sua breve presidenza, durante la guerra fredda, fu segnata da eventi storici molto rilevanti: la crisi di Berlino del 1961 con la costruzione del Muro, la corsa alla Luna e la conquista dello spazio, la crisi dei missili di Cuba e l’invasione dell’isola attraverso il progetto segreto per abbattere il regime di Castro, i preparativi alla guerra in Vietnam e i movimenti per i diritti civili degli afroamericani.

Non posso negarvi che la storia contemporanea è una delle mie materie di studio preferite e penso sia fondamentale per inquadrare certi personaggi nel contesto in cui hanno vissuto, quindi vi annoierò con un pò di storia.

La crisi dei missili di Cuba fu un confronto tra gli USA e l’Unione Sovietica a seguito del tentativo di invasione dell’isola e lo spiegamento difensivo nell’Isola di Cuba di missili nucleari sovietici. La crisi iniziò il 15 ottobre 1962 e durò tredici giorni, in seguito alla loro scoperta da parte di un aereo americano in volo da ricognizione sopra il territorio cubano. Dopo giorni di grande tensione, Nikita Chruščëv, capo del governo dell’Unione Sovietica, vista la fermezza del presidente americano, ordinò il ritiro dei missili in cambio della promessa di non invasione dell’isola e del ritiro dei missili americani dalle basi turche e italiane (in Basilicata e Puglia).

Il 26 giugno 1963 , durante il discorso in visita ufficiale alla città di Berlino Ovest, Kennedy pronunciò la celebre frase: “Ich bin ein Berliner!” (“Sono un berlinese!”). La frase aveva l’intento di comunicare alla città di Berlino la vicinanza e l’amicizia degli Stati Uniti dopo il sostegno dato dall’Unione Sovietica alla Germania Est nella costruzione del muro di Berlino e dalla quale gli abitanti dell’ovest temevano un’invasione.

L’invasione della baia dei Porci riguardò, invece, il fallito tentativo di rovesciare il regime socialista di Fidel Castro, messo in atto da un gruppo di esuli cubani e di mercenari, addestrati dalla CIA. L’operazione fu lanciata nell’aprile del 1961, neanche tre mesi dopo l’insediamento di Kennedy. Le forze armate cubane, equipaggiate ed addestrate dalle nazioni filo-sovietiche, sconfissero gli invasori in soli tre giorni di combattimenti.

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foto tratta da: notiziaweb24.it

Riguardo alla guerra in Vietnam, durante la sua presidenza, a seguito di continue minacce all’indipendenza, Kennedy incrementò il numero di consiglieri militari facendoli passare da poche centinaia fino a 16.000. Fu, invece, nell’estate del 1964 che il presidente Johnson si presentò al Congresso per farsi dare i poteri per intervenire militarmente.

Uno dei problemi interni più pressanti durante la sua presidenza fu quello della discriminazione razziale. La Corte suprema statunitense si era pronunciata nel 1954 contro la segregazione razziale nelle scuole pubbliche, vietandola. Tuttavia vi erano molte scuole, soprattutto negli Stati meridionali, che non rispettavano questa decisione. Rimanevano inoltre in vigore le pratiche di segregazione razziale sugli autobus, nei ristoranti, nei cinema e negli altri spazi pubblici. Migliaia di statunitensi di tutte le etnie ed estrazioni sociali protestarono nelle piazze. Kennedy fu un grande sostenitore dei diritti civili e aprì la strada per le riforme legislative che sarebbero venute in seguito. Sostenne l’integrazione razziale e i diritti civili e chiamò a sé durante la campagna elettorale del 1960 la moglie dell’imprigionato Martin Luther King, guadagnandosi il consenso della popolazione nera.

Kennedy intraprese azioni anche contro la discriminazione in base al sesso: nel dicembre 1961 fece istituire una commissione consultiva, la “Commissione Presidenziale sullo Status delle Donne” presieduta da Eleanor Roosevelt (vedova dell’ex presidente F. Delano), per indagare le questioni riguardanti l’uguaglianza delle donne in materia di istruzione e nei posto di lavoro. Il 10 giugno del 1963 Kennedy firmò la Legge sulla Parità di Retribuzione (“Equal Pay Act”).

Il suo motto politico fu la cosiddetta Nuova Frontiera (“New Frontier”) con cui indicava le frontiere della scienza e dello spazio. In un periodo di ristagno economico interno e di forte contrasto con l’Unione Sovietica, dichiarò: «Siamo sul bordo di una Nuova Frontiera, la frontiera delle speranze incompiute e dei sogni. Al di là di questa frontiera ci sono le zone inesplorate della scienza e dello spazio, problemi irrisolti di pace e di guerra, peggioramento dell’ignoranza e dei pregiudizi, nessuna risposta alle domande di povertà ed eccedenze».

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foto tratta da: meteoweb.eu

Kennedy sostenne infatti lo sviluppo del programma spaziale americano dopo che l’Unione Sovietica ebbe lanciato un cosmonauta nello spazio nel 1961 sfidando gli Stati Uniti a mandare un uomo sulla Luna entro il 1970.

Su scala internazionale compì due grandi cose: il primo fu il Corpo di Pace, che inviò gli insegnanti a nazioni più povere per contribuire ad accrescere i livelli di istruzione e rafforzare le loro economie. La seconda è stata l’Alleanza per il progresso che fornì aiuti in materia di sanità e di istruzione in America Latina.

Come tutti sappiamo, il presidente Kennedy fu assassinato il 22 novembre 1963 a Dallas, in Texas probabilmente da un giovane di nome Lee Harvey Oswald che fu a sua volta ucciso, due giorni dopo, dal criminale Jack Ruby prima che potesse essere processato. La Commissione Warren concluse che Oswald aveva agito da solo. Tuttavia, nel 1979 la “United States House Select Committee on Assassinations” dichiarò che l’atto di Oswald era stato probabilmente frutto di una cospirazione con l’appoggio della CIA. La questione se Oswald avesse o meno agito da solo rimane dibattuta, difatti vi sono numerose teorie cospirazioniste. L’assassinio di Kennedy fu un evento focale nella storia degli Stati Uniti per l’impatto che ebbe sulla nazione e sulla politica del Paese.

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foto tratta da: leccenews24.it

La figura di Kennedy riceve tuttora stima e apprezzamento sia dentro sia fuori dagli USA, divenendo anche una fonte di ispirazione per diversi autori cinematografici e musicali.

Chi di voi conosce 22.11.63 (11.22.63)? Sto parlando di una miniserie televisiva statunitense del 2016 basata sul romanzo di Stephen King 22/11/’63, in cui un insegnante di inglese del Maine, interpretato da James Franco, viaggia indietro nel tempo per impedire l’assassinio di JFK, di certo non sono qui per fare pubblicità ma a me è piaciuta molto, ve la consiglio!

Invece chi di voi conosce la canzone “Civil War” dei Guns n’Roses? Chi la ascolta capisce subito che si tratta di un pezzo contro ogni tipo di guerra e nel testo si menziona oltre alle battaglie per i diritti civili e la guerra del Vietnam anche l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy: ”in my first memories, they shot Kennedy..” ossia “e nei miei primi ricordi, hanno sparato a Kennedy”.

Il bassista del gruppo Duff McKagan raccontò le origini del brano, dicendo: «Da ragazzino andai ad una marcia per la pace, con mia madre. All’epoca avevo appena quattro anni, e Martin Luther King continuava a lottare per i diritti dei neri. L’idea per la canzone l’avevo avuta già lì, sentendo: “Hai indossato la fascia nera quando hanno sparato all’uomo che diceva ‘La pace potrebbe durare per sempre?'” Fu una vera esperienza di vita.»

Antonino Zampaglione

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