Face Lifting: Ma Perché?

Sono ormai passati più di quindici giorni dalla visita del Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, a Locri. Evento di portata storica per la cittadina ed il nostro comprensorio, accompagnato due giorni dopo da un altro altrettanto importante, la giornata nazionale in ricordo delle vittime delle mafie di Libera. Migliaia e migliaia di persone di tutte le età e provenienti da tutta Italia hanno popolato le nostre strade per tre giorni di fila, grazie ai due eventi, testimoniando un clima di forte senso civico e solidarietà.

Nei giorni immediatamente precedenti, abbiamo assistito a numerosi lavori di manutenzione straordinaria che hanno interessato la spiaggia, il teatro e numerose arterie cittadine, al fine di rendere i luoghi della manifestazione dello scorso 21 Marzo più accessibili per chi vi avrebbe partecipato. Lungi da polemiche, perché come in tanti hanno fatto notare le strade riasfaltate rimangono anche dopo gli eventi, mi sono chiesto il perché, in occasione di qualsiasi evento di una certa portata e in qualsiasi luogo (da Nord a Sud) le istituzioni si affrettino a mettere in pratica un face-lifting (o restyling, se preferite) dei luoghi interessati.

Ricordo, ad esempio, quando alcuni anni fa, nel maggio del 2012, giunse allo stadio di Locri S. Em. Cardinale  Angelo Bagnasco per un incontro con i fedeli della Diocesi di Locri-Gerace. In quell’occasione fu asfaltato un lato di Via Cosmano, dove sarebbe passata la sua auto, non un millimetro in più, fino all’ingresso della struttura sportiva.

Ricordo vagamente anche un film storico, visto anni fa, in cui un re/principe/conte, insomma un regnante su una determinata porzione di territorio, portava a cavallo suo figlio in una delle zone più degradate dei suoi futuri possedimenti. Alla domanda del giovanissimo “Perché mi fai vedere queste cose?” il padre rispose “Devi sapere che anche tutto questo, e chi vi abita, saranno un giorno tua responsabilità”. O qualcosa di simile.

Allora perché, nelle moderne democrazie del XXI secolo, si è diffusa sempre di più questa moda, questa ossessione che dilaga tra gli amministratori degli enti locali più vicini al cittadino (ah, il principio di sussidiarietà..) quasi come fosse un’epidemia? Come quando, pochi mesi fa, all’Università della Calabria giunse Laura Boldrini, e per la prima volta le mense furono tirate a lucido maniacalmente e di continuo, anche durante le ore dei pasti, e comparvero pietanze in abbondanza mai viste prima. Insomma, perché? Un’istituzione non sa che nelle Università italiane gli studenti non hanno dove sedersi in aula, figuriamoci a mensa? Un Presidente della Repubblica non sa che numerose città italiane (specie al Sud, ahinoi) almeno una volta all’anno soffocano nella spazzatura o che trovarci strade perfettamente asfaltate è l’eccezione e non la regola?

Paradossalmente questi atteggiamenti potrebbero portare ad una mortificazione, quasi, per chi determinati luoghi li vive tutto l’anno con le annesse criticità, allontanando il cittadino da chi lo rappresenta anziché ottenere il tanto ricercato quanto fondamentale effetto contrario.  Penso semplicemente che non sarebbe una cosa sbagliata mostrare la realtà dei luoghi per quella che è senza rimuovere cassonetti della spazzatura stracolmi da una strada solo perché ci passerà questa o quella Autorità. Così facendo, nemmeno nelle apparenze, un luogo apparirà più degradato o meno organizzato di un altro, senza inutili gare di immagine rivolte a nascondere a chi viene dall’esterno i più o meno piccoli problemi quotidiani di chi vive una realtà tutti i giorni, rivolte, diciamocelo, a fingere.

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Ma alla fine, chi ha pensato per primo alla moda del face-lifting? Prima delle “vacche di Fanfani”, era stato necessario qualche altro precedente nella nostra regione? Come se una realtà, la nostra, non fosse degna di turbare occhi abituati a ben altro (forse). Come se la mente che c’è dietro tali occhi non sapesse, dato il ruolo che ricopre, che se a Locri il problema sono i cassonetti pieni a Milano il problema è la nebbia e a Palermo è il traffico.

 

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