Giustizia e giustizieri

Si è svolta poche ore fa la cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario 2017. Per la prima volta, oggi, l’Associazione Nazionale Magistrati diserta la cerimonia in polemica con il governo.

Il procuratore generale della Cassazione accenna al fenomeno della fuga di notizie, definendolo “grave perché rischia di ledere il principio costituzionale di non colpevolezza” e chiede alle toghe più riserbo. “Più controllo sulle indagini, basta processi mediatici” tuona il Primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio che critica anche le indagini «già di per sé troppo lunghe» e le «distorsioni del processo mediatico» favorite anche dalla «spiccata autoreferenzialità» di taluni pm.

Già nel 1748, Charles-Louis de Montesquieu, nel suo libro “Lo spirito delle leggi” (“L’esprit des lois”), traccia la teoria della separazione dei poteri. Partendo dalla considerazione che il “potere assoluto corrompe assolutamente” analizza i tre generi di poteri che vi sono in ogni Stato: il potere legislativo (fare le leggi), il potere esecutivo (farle eseguire) e il potere giudiziario (giudicarne i trasgressori). Condizione oggettiva per l’esercizio della libertà del cittadino, è che questi tre poteri restino nettamente separati.

Titolo IV – La Magistratura (Sezione I – Ordinamento giurisdizionale)
Art. 111:
La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità,
davanti a giudice terzo e imparziale.

In Italia è sempre esistita una concezione della giustizia molto particolare, ma partiamo da questo: i processi si fanno nei tribunali e le sentenze le danno i giudici. Perché allora le sentiamo anche nei salotti della TV dai vari “intellettuali” nostrani?

Nell’ultimo mese del 2016 abbiamo assistito ad alcuni piccoli esempi di “processi mediatici” con interi notiziari riguardanti le vicende giudiziarie dei sindaci di Roma e Milano, Virginia Raggi e Beppe Sala. Riguardo a quest’ultimo, a seguito dell’indagine sulla vicenda Expo ricordiamo che si “autosospese” per qualche giorno. Dopo essersi confrontato con i suoi legali Sala “tornò” a fare il sindaco. Le indagini sulla vicenda Expo verranno poi prorogate di 6 mesi. Intanto a Roma la sindaca Raggi viene colpita dall’arresto di Raffaele Marra, dipendente comunale e suo braccio destro. Dopo una discussione con i garanti del Movimento Cinque Stelle, la Raggi accetta di “azzerare il cerchio magico”, togliendo la carica di vicesindaco a Frongia e facendo dimettere Romeo, gli assessori a lei più vicini. Il 24 gennaio con un post su facebook la sindaca fa sapere di avere ricevuto un invito a comparire dalla Procura di Roma e di essere pronta a dare ogni chiarimento.
Polemiche a parte, in Italia non si è colpevoli fino al terzo grado di giudizio* e questo vale per Raggi e per Sala così come per qualsiasi cittadino italiano.

Titolo IV – La Magistratura (Sezione I – Ordinamento giurisdizionale)
Art. 101:
La giustizia è amministrata in nome del popolo.
I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Ma i giudici sono davvero soggetti soltanto alla legge? Come tutti noi leggono il giornale, ascoltano i notiziari e probabilmente discutono dei casi di cui si occupano con familiari, amici e soprattutto con la stampa. Qualcuno di loro potrebbe aspirare a posizioni di potere, potrebbe favorire una parte invece di un’altra oppure a qualcuno di loro basterebbe avere pochi minuti di fama su un TG.

Art. 104:
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

La nostra magistratura è davvero indipendente dagli altri poteri?
Ho sempre stimato la magistratura, potere fondamentale per ogni democrazia, per l’impegno e la professionalità che la caratterizza. Quella italiana, nonostante i svariati limiti, difetti ed anche errori non deve essere, in generale, etichettata come inefficiente o politicizzata. Allo stesso tempo, infatti, se i nostri parlamentari e legislatori mettessero mano su una riforma della giustizia in modo da risolvere i problemi ormai patologici del sistema giudiziario sarebbe cosa buona e giusta.
Inoltre, con una stampa più indipendente e che svolga una funzione di “cane da guardia” (watchdog**), gli effetti negativi sopra indicati si potrebbero attenuare.
Mi auspico, quindi, che in futuro si possa dare attuazione a quei principi costituzionali in modo più incisivo e visibile.

Purtroppo, l’Italia, sul tema giustizia è sempre stata indietro rispetto agli altri Paesi europei e ogni anno le istituzioni comunitarie, giustamente, non smettono di ricordarcelo:

L’organo anti corruzione del Consiglio d’Europa in una delle 12 raccomandazioni contenute nel rapporto sull’Italia analizza le misure anticorruzione di parlamentari e magistrati. Tra le dodici raccomandazioni contenute nel rapporto, c’è anche quella secondo cui l’Italia deve introdurre leggi che pongano limiti più stringenti per la partecipazione dei magistrati alla politica, e mettere fine alla possibilità per i giudici di mantenere il loro incarico se vengono eletti o nominati per posizioni negli enti locali.”È chiaro – si legge – che la legislazione italiana contiene diverse lacune e contraddizioni a tale riguardo che sollevano dubbi dal punto di vista della separazione dei poteri e della necessaria indipendenza e imparzialità dei giudici”. L’organismo afferma che pur “riconoscendo l’indiscutibile reputazione, professionalità e impegno dei singoli magistrati” è suo compito “segnalare l’effetto negativo che qualsiasi presunta politicizzazione della professione può avere sulla percezione che i cittadini hanno dell’indipendenza dell’intera magistratura”. (Fonte: ANSA, 19/01/2017)

Antonino Zampaglione

*Titolo I – Rapporti civili
Art. 27:
[….] L’imputato non è considerato colpevole
sino alla condanna definitiva.

**definizione su http://www.treccani.it/enciclopedia/watchdog-journalism_(Lessico-del-XXI-Secolo)/

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