Superare la crisi, l’America di Roosevelt

Nessun Paese, anche se ricco, può permettersi lo spreco delle sue risorse umane. La demoralizzazione causata dalla vasta disoccupazione è la nostra più grande stravaganza. Moralmente, è la più grande minaccia per il nostro ordine sociale.”
(“No country, however rich, can afford the waste of its human resources. Demoralization caused by vast unemployment is our greatest extravagance. Morally, it is the greatest menace to our social order.”)

Il 30 gennaio 1882 nasce a Hyde Park, nello Stato di New York, Franklin Delano Roosevelt, il 32º presidente degli Stati Uniti d’America. Unico presidente degli Stati Uniti a essere eletto per più di due mandati consecutivi, FDR vinse le elezioni presidenziali per ben quattro volte (nel 1932, 1936, 1940 e 1944), rimanendo in carica dal 1933 fino alla sua morte, nell’aprile del 1945, poco dopo l’inizio del quarto mandato. Egli divenne famoso nel mondo per il suo New Deal, un vasto e radicale programma di riforme economiche e sociali attuato fra il 1933 e il 1937, grazie al quale gli Stati Uniti superano la grande depressione degli anni ’30, iniziata con il crollo della borsa di Wall Street del 1929.

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Alla scoperta del Romanticismo Calabrese

da enricosagulo.wordpress.com

Quanti di voi hanno mai sentito parlare di Romanticismo Calabrese? Pochi, forse nessuno.  Andando a cercare su internet effettivamente si trova ben poco, qualche informazione sparsa qua e la, ma nulla di più. Eppure questa corrente letteraria tipicamente calabrese ha dato molto alla letteratura italiana; i romantici calabresi furono infatti i primi a sprovincializzarla.

Ma procediamo con ordine.
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Charlie, gli italiani e gli italioti

La storia dell’odi et amo tra Charlie Hebdo ed il nostro paese inizia non troppo tempo fa, quando la redazione del settimanale satirico francese viene presa d’assalto da due fondamentalisti islamici il 7 Gennaio 2015. Muoiono in 12 tra giornalisti, collaboratori della rivista, lo stesso direttore ed anche due poliziotti negli scontri a fuoco  in seguito alla fuga degli attentatori.
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Il mondo come utopia

“La generazione meglio equipaggiata tecnologicamente di tutta la storia umana è anche la generazione afflitta come nessun’altra da sensazioni di insicurezza e di impotenza.” (da“Paura liquida”)

E’ questa una delle celebri frasi del sociologo e filosofo polacco di origini ebraiche Zygmunt Bauman, morto a Leeds questo 9 gennaio all’eta di 91 anni. E’ stato uno dei più acuti osservatori dei fenomeni sociali e delle pratiche culturali del nostro tempo i cui studi hanno influenzato tutti i campi delle scienze umane. A lui si deve la nota definizione di modernità liquida.

Da adolescente fuggì dalla sua Polonia all’Unione Sovietica prima dell’invasione tedesca; dopo la guerra tornò a Varsavia dove per anni insegnò sociologia misurandosi giorno per giorno con l’utopia socialista.

I temi trattati da questo personaggio vanno dalla stratificazione sociale e movimento dei lavoratori alla natura della modernità e alla post-modernità con le sue questioni etiche relative.

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La Haine, anatomia di una caduta.

la haine
Il racconto di cui sto per parlarvi inizia e finisce con queste parole: “Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: -Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene-. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio.” La Haine, pellicola distribuita in Italia come “l’odio”, è l’opera di maggior successo e di maggior impatto del regista francese Mathieu Kassovitz.

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La leggenda di Arcavacata

arcavacata
foto profilo Facebook @ArcavacatadiRende

da http://www.vincenzolagana.com

Ha un nome strano e chi lo pronuncia spesso sbaglia l’accento.
E’ una frazione di Rende a 300 metri sul livello del mare e il suo centro storico dista circa 900 metri dal Campus all’americana dell’Università della Calabria.
E’ popolata da appena 1800 abitanti, la stragrande maggioranza anziani i quali, nell’arco della loro vita, hanno visto trasformarsi una piccola campagna collinare in un rifugio per studenti universitari.
E’ Arcavacata.
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Mago Abra: la levitazione di una carta

Ovunque, mescolate alle particelle d’aria che respiriamo, ci sono particelle di meraviglia e di impossibile. E solo la destrezza di un mago riesce a catturarle
[Fabrizio Caramagna]

Corpo di mille balene! E’ arrivato il momento! Il momento di presentarmi, sono Abra il mago di questa scialuppa. A cosa serve un mago in questo blog “La Scialuppa” che tratta diversi temi importanti come l’economia, la politica e l’attualità? Principalmente a un bel niente! Però un mago può farvi dimenticare i problemi della realtà facendovi entrare in un mondo magico, anche solo per pochi minuti. Il mio obiettivo è quello di strapparvi un sorriso.
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